Codice Terzo Settore. Nuovo assetto Csv. Saranno 49

Codice Terzo Settore. Nuovo assetto Csv. Saranno 49

ConferenzaCSVnet2018La Fondazione ONC, Organismo Nazionale di Controllo sui Centri di servizio per il volontariato, nel corso della seduta del consiglio di amministrazione dello scorso 10 ottobre, ha deliberato sul numero e sugli ambiti dei Csv in Italia. Dagli attuali 65, entro il 2019, i Centri di servizio passeranno a 49

Trova così applicazione l’articolo 61 del Codice del terzo settore (Dlgs 117/2017) che ha disposto il nuovo accreditamento dei Centri di servizio e dettato i criteri per determinare il loro numero. Esercitando le proprie facoltà, l’ONC ha concesso alcune deroghe che hanno interessato otto regioni, in cinque delle quali opereranno più Csv di quanti ve ne sarebbero stati applicando la norma alla lettera. Ad avere un unico Centro di servizio saranno dieci regioni e le due province autonome, mentre in nove regioni il numero dei Csv oscillerà tra tre e sei. In Calabria saranno tre i Centri di servizio per gli ambiti territoriali: Cosenza; Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia; Reggio Calabria.

Il nuovo assetto dei Csv è stato al centro della sessione di apertura della conferenza 2018 di CSVnet che si è svolta nei giorni scorsi a Matera. Durante la stessa conferenza è arrivata la notizia che la Corte Costituzionale ha rigettato i ricorsi presentati dalle Regioni Veneto e Lombardia sull’incostituzionalità di alcuni articoli del Codice del terzo settore che riguardavano proprio i Csv.

Al centro dei ricorsi la natura troppo “centralistica” della normativa che investe, a detta dei ricorrenti, l’Organismo nazionale di controllo, il numero di Csv accreditabili, la gestione del contributo previsto dalle Fondazioni di origine bancarie (Fob) e destinato al Fun, il fondo unico nazionale e la definizione dei criteri per il Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel Terzo settore. Tutte indicazioni presenti nei due ricorsi “gemelli” di Veneto e Lombardia che la Corte costituzionale ha ritenuto infondati. Il presidente di CSVnet, Stefano Tabò, ha comunque ringraziato le due Regioni che, con tali richieste, hanno permesso di fare chiarezza riconsegnando un quadro normativo stabile.

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